Primo giorno di scuola

Oggi sono tornato nelle aule universitarie. L’ultima mia apparizione tra quelle mura risale al 2013: riuscii a frequentare le ultime lezioni di un corso, quando già maggio bussava prepotentemente sulle finestre di quei luoghi di conoscenza. Ricordo anche che fui in grado di trovare un errore nella soluzione di una struttura reticolare piana che il professore stava proponendo alla lavagna; avevo formalizzato quella parte di teoria in modo rigoroso nei miei appunti, grazie a una brevissima vacanza dalla encefalopatia. Quindi ne sapevo abbastanza da correggere il professore. Poi buio di nuovo: troppo stanco per pensare, lobotomia, vuoto. Altri anni inghiottiti.

Ma quella del 2013 fu una epifania effimera, come un sogno. In realtà manco da quel posto (così amato e desiderato) e dalla mia vita dal maggio del 2002. E’ un lungo cammino questo, solitario. Ora un immunosoppressore argina il mostro che vuole prendersi la mia mente (e il mio corpo). Non so quanto potrò trattenerlo, ma lotterò finche sarò in grado. Questa guerra è la mia vita.

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