Paolo è una stella

Di Patrizia Giorgi

Paolo è una Stella. Ho conosciuto Paolo di persona all’Ospedale di Trieste. “C’è una persona nelle prima stanza che dice di conoscerla” – mi ha detto l’infermiera, mentre disfavo la borsa e cercavo di prendere confidenza con l’armadietto e l’aria del reparto.

Paolo è un giovane uomo con una mente che abbaglia, è una Stella. E il mio, non vorrei venire fraintesa, è un affetto tra esseri umani che per motivi legati al non essere nel Mondo a causa della scarsa energia, diventa ancora più importante. Chi mi conosce forse sa che è nella mia natura l’essere curiosa di conoscere le persone, e la particolarità di questa malattia che risucchia tutto – risucchiando l’energia – non ha soffocato questa mia inclinazione, anzi, l’ha acuita. Una malattia questa che cambia la visione delle cose importanti sino a comprimerle all’essenza. Ed eliminare il superfluo diventa così vitale ed essenziale per preservare energia! Ad esempio, io piego i panni nella bacinella per un paio di ore, sovrapponendoli; solo dopo li stendo, così le pieghe piu grandi non ci sono piu e risparmio o mi evito di stirare.

Stavo per affidarmi per la prima volta, quel giorno dell’arrivo in ospedale, a Trieste. Diagnosi da pochi mesi, dopo 14 anni di ipotesi, dopo due anni di analisi varie. Sapere che c’era Paolo ricoverato due stanze prima di me mi ha rassicurato molto. Grazie alla sua presenza ho avuto molta meno paura. E non è poco in quella situazione di dubbi.

Per chi non lo sapesse esistono forum e pagine facebook, per diverse patologie,  di persone che condividono paure, ricerche, emozioni; pagine in cui ci si scambia informazioni e ricerche mediche. Autismo, sclerosi multipla, ME/CFS etc. I malatti rari, sopratutto se fra gli invisibili (sottocategoria dei rari, che già visibili lo sono poco), queste persone che brancolano, hanno da questo scambio di informazioni tratto vantaggi. Chi, per problemi di salute, deve trascorrere in casa la maggior o la totalità dei suoi giorni ha bisogno di scambi, rassicurazioni e conforto che solo un minimo contatto umano puo dare. Diverse persone che anni fà rincontrai su facebook, le conoscevo da anni, dal forum di ZAC (CFSitalia).

Sono trascorsi molti anni da allora, da quando ebbi la prima diagnosi CFS e FM (2007, Ospedale di Chieti) e cercavo di capire di cosa si trattasse. Avevo incominciato a cercare da poco. Le informazioni datemi erano quasi nulla: nessuna terapia proposta e nessuna visita di controllo futura. Ringrazio di cuore Zac d’avere aperto quel forum: grazie a lui ho potuto non sentirmi totalmente smarrita e ho avuto informazioni importanti. Mi hanno tutti aiutato a calmare lo smarrimento e la paura in quegli anni di domande senza risposte e di allettamento totale, in cui lo smarrimento era anche di chi convive con me, incredulo nel vedermi in quelle condizioni e spaventato, perché lasciato solo a occuparsi di me.

Tra di noi si condividono paure e c’è uno scambio emotivo molto forte: pur non essendoci mai visti e mai abbracciati se non virtualmente, si creano legami. Si diventa confidenti. Forse anche perché nei forum in quel periodo c’era l’abitudine di non usare il proprio nome. E si sà cosa si intende con “linea rossa” sul forum e chi è Paul Cheney. Ci sono quelli che usano queste comunità virtuali per cercare di capire cosa possono fare, altri per condividere esperienze; ci sono famigliari di malati che cercano risposte, chi cerca aiuto e chi lo dà. Il forum di Zac mi ha fatto conoscere oltre a lui diverse persone (Marco è un esempio). Su facebook, non ricordo come, diversi anni fà alcuni li ho riconosciuti, per la prima volta, col nome reale. Nel forum si usavano nikname: io ero “vivo”, un diminutivo che usavano quelli dei primi tempi. Il nome completo era “vivolenta” (per ovvi motivi).

Adesso mi viene piu difficile scrivere. Ci vado e leggo, cerco informazioni delle persone con cui parlavo e ritrovo racconti di nuovi iscritti, purtroppo sempre alle prese con gli stessi problemi. Ma direi che la comunità del forum continua il suo lavoro in maniera egregia. più volte Zac pensava di lasciarlo in lettura e anche lui, nonostante la sua grave sintomatologia, ha fatto una gran cosa. E forse ho ringraziato poco pure lui. Quindi Grazie Zac di cuore, anche a te.

E’ stato un bel regalo del destino quella coincidenza in ospedale con Paolo. E siccome sono solita non restare indifferente alle relazioni umane, temo di non averglielo sottolineato abbastanza, a Paolo, quanto sia dispiaciuta per lui, come sono dispiaciuta per tutte le persone conosciute nel forum, che questo stare male abbia spezzato i nostri sogni. Le sue ali Paolo le ha sempre.

Grazie Paolo. Grazie Zac e grazie anche a tutti gli altri. E grazie Marco, giovane uomo dal grande cuore. Grazie Daniela. Tutto un mondo di persone invisibili, perché bloccate nei loro letti e di cui il mondo non puo godere, nè loro di lui, se non in minima parte. Persone di cui nessuno si occupa, se non i famigliari, quando ci sono. Vite troppo essenziali per riuscire a trovarle nel mondo reale.

Comporta, l’essenzialità, un sacco di cose. Mi spiace, non ho energe per spiegare meglio, ma l’intento è ringraziare pubblicamente le persone incontrate. Tante ne ho perse, secondo me anche perchè è diverso avere a che fare con questa condizione sconosciuta e difficile anche solo da far capire (potrei sprecare gli anedotti). Non avendo energie da buttare, passi velocemente al dunque. Per alcuni forse troppo velocemente. Le regole sociali inutili sono le prime a saltare e seguono diverse anomalie.

Anche Paolo ha una visione sua delle cose e le racconta nel suo Blog. Non avete idea di quale mente brillante abbia, ed è una perdita per tutti che non sia attivo quanto lo sarebbe se fosse in piena salute. E’ come potere disporre delle fibre ottiche e non usarle. Paolo è comunque ad alta velocità, rispetto alla media, e spero davvero e di cuore per lui possa questa faccenda diventare esperienza quando, e non se.

Ci si spiega e ci si racconta. Quando non spiego vengo fraintesa e quando spiego, spesso sono non creduta. Se si partisse da quello, l’essere creduti, sarebbe già molto di aiuto. Ma accade raramente. Perché ringrazio? Perché è essenziale farlo anche senza un motivo.

Paolo, scrivendo molto meglio, di me potrà spiegare a quanti vorranno approfondire. Sarà un piacere leggerlo, per quanti vorranno farlo, e sarà un arricchimento. Paolo ha fatto ricerche mediche e pubblicato pure, e consiglio di dare un’occhiata a tutte quelle riflessioni e connessioni e analisi che nel suo blog pubblica e condivide, e anche a parecchi medici consiglierei di dare un’occhiata ai suoi studi. Conoscere è nella nostra natura e lui è una mente sopraffina. Come dispiacersi. E come non dispiacersi. L’indifferenza e l’isolamento sono duri da affrontare, di piu se stai male. E sono tristi, non solo per chi la vive, ma anche per chi perda l’occasione di conoscere e godere della nostra compagnia e non ultimo per il contributo che la società perde dalla nostra esclusione.

2 pensieri su “Paolo è una stella

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