Diario di bordo

Oggi il mare è una distesa serena, le onde sono dei bambini che non crescono: nascono, baluginano e muoiono. La vela è una donna gravida, rotonda di vento, senza strappi. La rotta è sempre incerta, però almeno mi muovo.

Tornato a Itaca, l’ho trovata vuota. La vita di allora è vissuta altrove, ha continuato lontano da lì; o si è estinta molti anni fa.

Itaca ora è una casa abitata dal silenzio che è cresciuto sicuro che non facessi ritorno, con l’arroganza di una pergola selvaggia; sui sogni, le speranze, e tra le pagine dei libri.

Allora ho assecondato il vaticinio di Tiresia: baciata l’isola petrosa, l’ho affidata alla memoria. Ancora una volta e per sempre.

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