Aeneis, Liber IV, v 607-621

Sole, tu che illumini i giorni umani,
Giunone, che sai del mio dolore,
Ecate, che tormenti i sonni urbani.

E voi Dire e dèi d'Elissa che muore,
se sventura benevolenza vale,
ascoltatemi. Poiché l'impostore

le ancore getterà al litorale
e questo Giove comanda che accada,
almeno che un nemico eccezionale

incontri, solitario esule vada,
implori aiuto, e veda le morti
amare dei suoi e la vita non goda  

e il trono e il regno a pace iniqua porti.
Ma cada anzitempo e senza sepolcro.
Ciò chiedo con il sangue, per le sue sorti.

Terzine con rime ABA, BCB, …. Di seguito il conteggio delle sillabe, tenendo conto delle sinafele.

Soletucheilluminiigiorniumani
Giunonechesaidelmiodolore
Ecatechetormentiisonniurbani
evoiDireedéid’Elissachemuore
sesventurabenevolenzavale
ascoltatemipoichél’impostore
leancoregetteallitorale
equestoGiovecomandacheaccada
almenocheunnemicoeccezzionale
incontrisolitarioesulevada
imploriaiutoevedalemorti
amaredeisuoielavitanongoda
eiltronoeilregnoapaceiniquaporti
Macadaanzitempoesenzasepolcro.
Ciòchiedocolsangueperlesuesorti
L'intero quarto libro della Eneide in latino si trova qui. In particolare, i versi tradotti sono i seguenti. 

Sol, qui terrarum flammis opera omnia lustras;
tuque harum interpres curarum et conscia, Iuno,
nocturnisque Hecate triviis ululata per urbes,
et Dirae ultrices, et di morientis Elisae,
accipite haec: meritumque malis advertite numen, 
et nostras audite preces. Si tangere portus
infandum caput, ac terris adnare necessest:
et si fata Iovis poscunt; hic terminus haeret:
at bello audacis populi vexatus, et armis,
finibus extorris, complexu avulsus Iuli,
auxilium imploret, videatque indigna suorum
funera: nec, cum se sub leges pacis iniquae
tradiderit, regno aut optata luce fruatur:
sed cadat ante diem mediaque inhumatus arena.
Haec precor, hanc vocem extremam cum sanguine fundo.

Di seguito le medesime parole, disposte nella costruzione italiana, con una traduzione parola per parola.

Sol, qui flammis opera omnia terrarum lustras;
Sole, che illumini con il fuoco tutte le attività della Terra;
et tu, Iuno, interpres et conscia harum curarum,
e tu, Giunone, intermediaria e complice di questi affanni
et Hecate ululata nocturnis triviis per urbes,
e Ecate, invocata con ululati nei trivi di notte, per le città,
et Dirae ultrices, et di morientis Elisae,
e Dirae vendici, e dèi di Elissa che muore
accipite haec: et advertite malis meritum numen, et nostras audite preces.
accettate queste [parole] e rivolgete alle sventure la meritata benevolenza, e ascoltate le mie preghiere.
Si necessest infandum caput tangere portus ac terris adnare et si fata Iovis poscunt
Se è inevitabile che lo scellerato debba toccare il porto e raggiungere la terra e questo stabilisce il volere di Giove,
hic terminus haeret: at vexatus bello et armis audacis populi,
che così sia: ma almeno sia vessato dalla opposizione armata di un popolo audace,
finibus extorris, avulsus complexu Iuli, auxilium imploret,
sia bandito dal territorio, lontano dall’abbraccio di Iulio, implori aiuto,
videatque indigna suorum funera: nec, cum se tradiderit sub leges iniquae pacis, regno aut optata luce fruatur:
assista alla morte indegna dei suoi, né – sottopostosi a un patto iniquo di pace – goda il regno e la dolce vita:
sed cadat ante diem et inhumatus media arena.
ma cada anzi tempo e resti senza sepoltura sulla spiaggia.
Haec precor, hanc vocem extremam cum sanguine fundo.
Di questo vi supplico; queste ultime parole pronuncio col sangue.

La foto di copertina è un fotogramma dello sceneggiato “Eneide”, diretto da Franco Rossi (1971). Rappresenta Didone, interpretata da Olga Karlatos.

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