Bartonellosis

Bartonellosis

The translation to Italian of this article can be found here.

Introduction

A dozen of the 21 species of bacteria belonging to the genus Bartonella is potentially able to generate symptomatic infections in humans, with manifestations that may have varying severity: from diseases that resolve spontaneously to conditions that endanger the patient’s life. The duration may also vary from acute infections of a few days to chronic infections (Mogollon-Pasapera E et al. 2009).

Cat scratch disease and other manifestations

The best known of these diseases is perhaps the “cat scratch disease” due to Bartonella henselae and transmitted to men by cats, through bites or scratches. Cat-to-cat transmission occurs through fleas (Ctenocephalides felis) and 50% of domestic cats are healthy carriers of this pathogen (Massei F et al. 2005). In general, the cat’s scratch disease is limited to having a local manifestation and resolves itself; in other cases, it may have systemic manifestations such as fever, headache, fatigue, and loss of appetite. Treatment – if required – can range from 5 days of azithromycin for mild forms, to a combination of doxycycline (or erythromycin) and rifampicin for 1-2 months, for neurological forms (Klotz SA et al. 2011). A review of the major human diseases associated with Bartonella, of transmission pathways, and of recommended antibiotic therapies can be found in Table 1 (Mogollon-Pasapera E et al. 2009). As can be seen, depending on the species of Bartonella involved, clinical manifestations may include retinitis, endocarditis, angiomatosis (vascular proliferation), Carrion’s disease (fever, anaemia, jaundice), adenopathy, and Quintana fever (high fever with myalgia, headache, fatigue).

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Table 1. Human diseases associated with various Bartonella species, therapies and transmission pathways (Mogollon-Pasapera E et al. 2009).

Bartonellosis or borreliosis?

A recent French study has suggested the possibility that a chronic disease characterized by fatigue and myalgia, with or without headache, may be due to a Bartonella infection (especially from B. henselae) and may be transmitted by ticks (Vayssier-Taussat M et al. 2016). The study considered 66 people who had reported the appearance of chronic symptoms following a tick bite; the patients were all seronegative for Borrelia burgdorferi, the etiological agent of Lyme disease. Their blood was cultured for 45 days on soil enriched with sheep’s blood. Six of the 66 samples saw the formation of bacterial colonies ascribable to the genus Bartonella: in three cases it was possible to identify genetic material of B. henselae, in the other 3 of three other species of Bartonella (Table 2). The same test conducted on the blood of 70 healthy donors was negative in each sample. This study suggests (but does not demonstrate) that nonspecific symptoms, such as fatigue and myalgia, as a result of tick bites, may be due to a Bartonella infection (particularly to B. henselae) rather than being an expression of Lyme disease. The presence of Bartonella henselae in the stomach of Ixodes ricinus (the vector of Lyme disease in Europe) has recently been reported in France, Portugal and Germany (Dietrich F et al 2010), but not in Italy (Mancini F et al. 2014).

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Table 2. The six French patients positive for Bartonella and seronegative for Borrelia, with chronic symptoms following a tick bite.

In agreement to the French study, an article from the Open Medicine Institute has recently reported a case of Lyme disease (erythema migrans) refractory to treatments, characterized by fatigue, headaches and difficulty in maintaining the balance, in which a culture on blood highlighted the presence of Bartonella henselae. Treatment with rifampicin and clarithromycin for 5 months resolved the symptomatology. The study authors pointed out that the patient’s serology for Bartonella was negative, and only the 21-day cell culture performed by the Galaxy Diagnostics laboratory was able to detect B. henselae infection (Kauffman DL et al. 2017).

Conclusion

Bartonellosis might be a further tick-borne infection transmitted by tick bites, but more studies are warranted. The main symptoms of this tick-borne infection seem to be non-specific (fatigue, myalgias, headaches) and they do not respond to treatments usually administered for Borrelia burgdorferi infections. Tick-borne bartonellosis could, therefore, account for at least some of the cases of post-treatment Lyme disease syndrome, a chronic condition refractory to treatments, towards which evolves 10-20% of cases of acute Lyme disease.

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Bartonellosi

Bartonellosi

La versione in inglese di questo articolo è disponibile qui.

Introduzione

Una decina delle 21 specie di batteri appartenenti al genere Bartonella sono potenzialmente in grado di generare infezioni sintomatiche negli esseri umani, con manifestazioni che possono avere gravità variabile: da malattie che si risolvono spontaneamente a condizioni che mettono a repentaglio la vita del paziente. Anche la durata può variare, da infezioni acute di qualche giorno a infezioni croniche (Mogollon-Pasapera E et al. 2009).

Malattia da graffio del gatto e altre manifestazioni

La più nota di queste patologie è forse la “malattia da graffio del gatto” (cat-scratch diesease) dovuta a Bartonella henselae e trasmessa agli uomini dai gatti, attraverso morsi o graffi. La trasmissione da gatto a gatto avviene attraverso le pulci (Ctenocephalides felis) e il 50% dei gatti domestici è portatore sano di questo patogeno (Massei F et al. 2005). In genere la malattia da graffio del gatto si limita ad avere una manifestazione locale e si risolve da sola; in altri casi può avere manifestazioni sistemiche quali febbre, mal di testa, fatica, e perdita di appetito. Il trattamento – se richiesto – può andare da 5 giorni di azitromicina per le forme lievi, a una combinazione di doxiciclina (o eritromicina) e rifampicina per 1-2 mesi, per le forme neurologiche (Klotz SA et al. 2011). Una rassegna delle principali malattie umane associate a Bartonella, delle vie di trasmissione, e delle terapie antibiotiche raccomandate si trova in Tabella 1 (Mogollon-Pasapera E et al. 2009).  Come si vede, in funzione della specie di Bartonella coinvolta, le manifestazioni cliniche possono comprendere retiniti, endocarditi, angiomatosi (proliferazione vascolare), la malattia di Carrion (febbre, anemia, ittero), adenopatia, e la febbre quintana (trench fever, febbre alta con mialgie, mal di testa, fatica).

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Tabella 1. Malattie umane associate a varie specie di Bartonella, terapie e vie di trasmissione.

Bartonellosi o borreliosi?

Un recente studio francese ha delineto la possibilità che una malattia cronica caratterizzata da fatica e mialgia, con o senza mal di testa, sia dovuta a una infezione da Bartonella (soprattutto da B. henselae) e sia trasmessa da zecche (Vayssier-Taussat M et al. 2016). Lo studio ha considerato 66 persone che avevano riportato la comparsa di sintomi cronici a seguito di un morso di zecca; i pazienti erano accomunati dal fatto di essere sieronegativi per Borrelia burgdorferi. Il loro sangue è stato sottoposto a coltura per 45 giorni su terreno arricchito da sangue di pecora. Sei dei 66 campioni hanno visto la formazione di colonie batteriche ascrivibili al genere Bartonella: in tre casi si è potuto identificare materiale genetico di B. henselae, negli altri 3 di altre tre specie di Bartonella (Tabella 2). Lo stesso test condotto sul sangue di 70 donatori sani è risultato negativo in ogni campione. Questo studio suggerisce (ma non dimostra) che sintomi aspecifici come fatica e mialgia, a seguito di morso di zecca, possano essere dovuti a una infezione da Bartonella (in particolare B. henselae) piuttosto che essere espressione della malattia di Lyme. Anche Richard Horowitz ha segnalato la possibilità che pazienti con manifestazioni atipiche della malattia di Lyme siano portatori di una infezione da Bartonella, da trattare con cure specifiche (tetraciclina, idrossiclorochina e quinolonico) (Horowitz R, 2014). La presenza di Bartonella henselae nello stomaco di Ixodes ricinus (il vettore della malattia di Lyme in Europa) è stata recentemente riportata in Francia, Portogallo e Germania (Dietrich F et al 2010), ma non in Italia (Mancini F et al. 2014).

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Tabella 2. I sei pazienti francesi positivi per Bartonella e sieronegativi per Borrelia, con sintomi cronici a seguito di morso di zecca.

In accordo con lo studio francese e le osservazioni di Horowitz, recentemente un articolo proveniente dall’Open Medicine Institute ha segnalato un caso di malattia di Lyme (eritema migrante) refrattario ai trattamenti, caratterizzato da fatica, mal di testa e difficoltà a mantenere l’equilibrio, in cui una coltura su sangue ha evidenziato la presenza di Bartonella henselae. Un trattamento con rifampicina e claritromicina per 5 mesi ha risolto la sintomatologia. Gli autori dello studio hanno sottolineato come la sierologia del paziente per Bartonella fosse negativa, e solo la coltura cellulare di 21 giorni eseguita dal laboratorio Galaxy Diagnostics sia stata in grado di rilevare la infezione da B. henselae (Kauffman DL et al. 2017).

Conclusione

La bartonellosi potrebbe aggiungersi alle infezioni trasmesse dal morso di zecca, sebbene non si abbia ancora la certezza di questo. La malattia si manifesterebbe con sintomi aspecifici quali fatica, mialgie, mal di testa. Non risponderebbe alle cure normalmente utilizzate per Borrelia burgdorferi e quindi potrebbe rendere conto di almeno alcuni dei casi di ‘Lyme cronica’, ovvero di quella condizione refrattaria ai trattamenti, verso cui evolve il 10-20% dei casi di malattia di Lyme.

Nota. Presso l’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma si effettua la PCR per Bartonella spp. su tampone oculare; il tampone, una volta effettuato, deve essere inserito in 1 cc di soluzione fisiologica. Può essere mantenuto a +4-8° prima di essere inviato in laboratorio. Le specie che possono essere identificate con quest’analisi sono le seguenti: B. henselae, B. quintana, B. bacilliformis, B. clarridgeiae, B. elizabethae, B. vinsoni. Non mi è nota la sensibilità di questa procedura diagnostica nei vari tipi di bartonelliosi. La specificità della PCR è in genere molto alta (prossima al 100%).